Skip links

Posizione Eurogroup4animals

Un altro documento presente nel fascicolo della LAV, e che fa sempre riferimento al benessere degli animali, è il report di Eurogroup4animals, associazione alla quale fanno riferimento tutte le associazioni animaliste europee.

Questo documento altro non è che un riassunto dei lavori realizzati dal Dr. Stephen Harris insieme alle sue assistenti Dorning e Pickett a partire dal 2006. Puntualizziamo fin da subito che Harris non è né etologo né veterinario, ma semplicemente un biologo inglese la cui attendibilità ed imparzialità sono ben discutibili, come è possibile verificare da diverse fonti.

Fonti

Testo1

testo2

Testo3

Il documento si presenta in maniera del tutto non obiettiva, non essendo in alcun modo un lavoro scientifico bensì un personalissimo pensiero di Harris riguardo al benessere degli animali nei circhi.

I riferimenti che l’autore cita come fonti sono inerenti a lavori eseguiti su animali da laboratorio come scimmie, topi e cavie, oppure in strutture zoologiche, realtà quindi molto distanti da quella circense.

Inoltre vorremmo far notare che alcuni degli autori di lavori citati da Harris, nel ridicolo tentativo di dimostrare le loro personali teorie, hanno letteralmente torturato gli animali.

Uno di questi lavori è quello di Demblec, svolto su alcune tigri ospitate negli zoo, le quali sono state sottoposte ad una simulazione di viaggio. Ovviamente le tigri sono risultate stressate, come lo sarebbe però chiunque individuo che non abbia mai affrontato un viaggio: una persone che vola per la prima volta ha paura ed è stressato, uno che vola tutti i giorni no.

Altri lavori come in quelli di Cirulli, di Dettling e di Freund sono stati realizzati separando i cuccioli dalle madri (in genere nei topi da laboratorio), per studiare le conseguenze psico-comportamentali di questa deprivazione.

Infine citiamo il lavoro di Montes, che ha studiato lo stress su tassi selvatici, prelevati in natura e trasportati in laboratorio, per sostenere che il viaggiare stressa gli animali.

Come è facile capire, nessuno di questi lavori è attinente con la situazione degli animali nei circhi.

Gli unici studi citati nel documento e relativi a lavori effettivamente eseguiti nei circhi, in particolare quelli realizzati dalla Dott.ssa Kiley-Worthington e dal prof. Friend, sono stati abilmente manomessi (in gergo cheery picking) per dare un significato del tutto personale e falso al lavoro originale. Gli stessi autori “derubati” dei loro studi hanno scritto all’Università di riferimento del Dr. Harris, al Governo del Galles e anche ai circensi italiani, per sottolineare la disonestà mirata di Harris.

Questi autori, che hanno eseguito lunghe e approfondite ricerche all’interno di diversi circhi in Europa e in America, affermano che dagli studi effettuati risulterebbe dannosissimo e crudele togliere gli animali dal circo, ossia dall’ambiente che loro riconoscono come habitat, dove essi sono nati e cresciuti, rompendo anche ogni legame affettivo con i loro addestratori, che li hanno allevati e che conoscono il carattere di ogni individuo.

Bisogna considerare che gli animali nati in cattività da tante generazioni, come quelli dei circhi appunto, hanno subito un profondo cambiamento sia comportamentale che, secondo recenti studi scientifici (tra l’altro iniziati da un autore citato da Harris, il Dr. Belayev), anche nel patrimonio genetico.

La separazione forzata proposta dal DDL 2278 bis potrebbe legittimare un crudeltà gratuita che causerebbe la morte di molti animali, se non di tutti.

Per avvalorare il suo report, Harris afferma che diversi studiosi di fama mondiale, il cui nome è elencato a fine report, sono d’accordo con l’incompatibilità della detenzione degli animali esotici nei circhi. Ciò che però omette volontariamente di precisare è che nessuno di questi studiosi ha mai eseguito una ricerca in un circo. A differenza di tutti gli scienziati ed etologi che si sono invece dichiarati contrari all’allontanamento degli animali dai circhi, i quali hanno tutti eseguito ricerche direttamente nei vari circhi nel mondo, Italia inclusa.

Nell’elenco dei documenti presentati, sono presenti anche altri due lavori del Prof. Stephen Harris. Il primo è “Are wild animals suited to a travelling circus life?”, redatto nel 2009 da G. Iossa, C.D. Soulsbury ed appunto Harris, rifacimento modificato del lavoro già pubblicato dagli stessi nel 2006. Il secondo è “The welfare of wild animals in travelling circuses” realizzato da J. Dorning, studentessa ed allieva di Harris e Pickett.

Quest’ultimo lavoro è stato commissionato ad Harris nel 2016 dal Governo del Galles, in cerca di pareri per decidere sull’eliminazione degli animali dai circhi. La cosa ha tra l’altro suscitato disappunto su più fronti, perché il Dr. Harris risultava già un soggetto ritenuto di parte, avendo lui più volte espresso la propria disapprovazione e il suo disprezzo verso circhi e zoo. In ogni caso, nel 2017 il Governo del Galles ha rigettato tale proposta di legge

D’altronde, la mancanza di imparzialità del Dr. Harris e del suo staff è ormai ben nota, così come la consuetudine dello stesso Harris nel “manomettere” documenti e risultati di studi realizzati da altri scienziati in disaccordo con le sue convinzioni personali.

È interessante anche la descrizione che la sua assistente H. Pickett fa di se sul proprio profilo Linkedin, qualificandosi come “abile nel mettere insieme le prove scientifiche chiave per costruire un caso persuasivo per campagne efficaci, per raccolte fondi e lavoro di patrocinato”.

Nella lista dei suoi clienti troviamo le maggiori associazioni animaliste (RSPCA, WAP, CWF, RFA etc.), e la totalità di queste organizzazioni si sono sempre opposte alla detenzione degli animali selvatici in cattività, in particolar modo nei circhi, ma anche negli zoo. Almeno tre di queste fanno parte dell’industria dei diritti degli animali e promuovono la teoria della liberazione animale.

L’idea sulla quale si fondano è che gli esseri umani non abbiano il diritto di mangiare carne, derivati animali, indossare scarpe in cuoio, pescare, utilizzare la sperimentazione per la ricerca biomedica. Una teoria di liberazione animale che si oppone totalmente al rapporto simbiotico uomo-animale, quindi non imparziale.

Alla luce di tutto ciò, risulta piuttosto palese come tutto il lavoro realizzato per Eurogroup4Animals sia un rifacimento dei due precedenti del 2006 e del 2009.

Non si tratta infatti di un lavoro fatto “sul campo”, cioè studiando gli animali nei circhi, bensì un’accozzaglia di lavori già presenti in letteratura, la maggior parte dei quali è stato preparato appositamente dalle associazioni animaliste.

Gli autori fanno spesso confusione tra i termini “selvatico” ed “esotico”, e dalle loro affermazioni appare palese che non abbiano mai messo piede in un circo, disconoscendo totalmente le pratiche base dell’addestramento animale.

Vi si ritrovano le stesse citazione precedentemente criticate e, pur essendo curato nei minimi particolari, risulta essere palesemente un lavoro di parte e non obiettivo, quindi non scientifico.

La parte centrale del lavoro è fondato sul famoso questionario inviato da Harris e soci a oltre 600 tra veterinari, biologi, etologi e circensi di tutto il mondo. Questionari che contenevano domande sul benessere degli animali appositamente formulate per ottenere le risposte volute, piuttosto che formulate male o con significati confusi.

Ad esempio, gli autori si riferiscono al rinforzo negativo paragonandolo a punizioni e maltrattamenti, cosa che non è assolutamente vera in base al “condizionamento Skinneriano”.

Lo psicologo ed etologo di fama internazionale B. Skinner infatti, sosteneva che il parallelismo tra il condizionamento ed il meccanismo evolutivo è estremamente chiaro: così come gli organismi sono selezionati dalla loro capacità di adattarsi all’ambiente attraverso la riproduzione, così i comportamenti degli organismi sono selezionati dalla loro capacità di adattarsi all’ambiente, attraverso le loro conseguenze.

Su questa tesi si basano tutti gli attuali metodi di addestramento, fondati sulla simbiosi tra uomo e animale e sul rinforzo positivo.

In ultimo, Harris cita uno studio relativo alla reazione degli animali alle luci, ai rumori ed agli spettatori. Quest’ultimo punto non solo è un rifacimento di un argomento trattato nei precedenti lavori di Harris, ma risulta totalmente inconsistente in quanto  gli esperimenti in questione sono stati eseguiti animali da laboratorio e zoo, quindi non su animali del circo.

In conclusione precisiamo che sono stati inviati oltre 600 questionari, ma meno di 100 di questi sono stati rispediti al mittente, la maggior parte dei quali tra l’altro non compilati. Il che non può in alcun modo corrispondere ai 600 firmatari sbandierati da Harris nel suo documento. Indubbiamente, al pari del suo maestro, anche la Pickett conosce il suo mestiere e sa come confondere le carte in tavola.

199total visits,3visits today

Return to top of page