Skip links

Posizione LAV

La Lega Anti Vivisezione, sempre in prima linea negli attacchi e nelle vessazioni contro il circo e i suoi operatori, è un’associazione animalista che non dimostra di avere le adeguate competenze scientifiche per poter parlare del benessere animale.

La sua presunta serietà va messa in discussione anche solo per la lotta contro una pratica, la vivisezione, che non viene più praticata da oltre un secolo.

Prova ulteriore della sua inaffidabilità è il fatto che abbia deciso di sostenere il DDL 2287 bis opponendosi alla presenza degli animali nei circhi, per poi tirarsi indietro e affermare che il primo firmatario del disegno di legge sia stato l’allora Ministro della Cultura Dario Franceschini.

Un altro caso da esaminare riguarda la presunta soluzione dell’eutanasia sugli animali proposta nel rapporto della Federazione Veterinari Europea. In questa circostanza la LAV prende le distanze dalla pratica dichiarando che il DDL 2287 bis non prevede assolutamente l’eutanasia (sanzionata, tra l’altro, dall’articolo 544 bis del codice penale). La stessa LAV, tuttavia, allega al proprio fascicolo di 105 pagine un documento della FVE nel quale l’eutanasia viene indicata come “ultimo rimedio” da concordare con i gestori dei circhi.

Durante la riunione svoltasi il 15 marzo 2017 all’interno della Biblioteca del Senato, alla presenza del Prof. Stephen Harris (principale relatore del report), la LAV ha elencato tutti i centri di recupero e i santuari che sarebbero disponibili ad accogliere gli animali dismessi dai circhi e, non a caso, numerosi di essi si trovano all’estero, dove l’eutanasia è permessa.

Alcune di queste soluzioni rischiano di far cadere, paradossalmente, ancora di più nel contraddittorio. Caso emblematico quello del santuario per gli orsi presente in Romania, Paese in cui il fenomeno del randagismo è particolarmente diffuso e dove, nonostante la soluzione del santuario, è stato da poco dato il via libera all’abbattimento di 140 orsi

Oltre a questi centri di recupero esteri, sono stati nominati sul territorio italiano i CRASE e i CRAS (Se vuoi approfondire clicca qui!).

Si tratta di centri non gestiti da personale specializzato e privi di controlli da parte delle autorità competenti.

Le condizioni degli animali nei centri di recupero sono davvero critiche, ne sono prova concreta i video e gli articoli qui sotto:

Totalmente diversa è la situazione dei circhi, che, ad ogni spostamento, sono severamente controllati   dalle   autorità    competenti:

Nell’elenco dei documenti presentati dalla LAV, si trovano anche altri due lavori del Prof. Stephen Harris.

Il primo è “Are wild animals suited to a travelling circus life?” (G.Iossa, CD Soulsbury, and S. Harris 2009), e “The welfare of wild animals in travelling circuses” (Jo Dorning, S. Harris, H. Pickett), un lavoro del 2016 commissionato ad Harris dal Governo del Galles per decidere l’eliminazione degli animali dai circhi. Nel 2017 il governo ha, però, rigettato la proposta di legge (http://uk.blastingnews.com/entertainment/2017/01/wales-rejects-ban-on-circus- animals-001366139.html).

La cosa ha suscitato disappunto su più fronti, poiché il Dr. Harris ha più volte espresso la sua disapprovazione e il suo disprezzo nei confronti di circhi e zoo, dimostrandosi di parte.

Nel documento presentato al Senato la LAV allega inoltre:

  • schede per la raccolta firme per una petizione popolare: schede che, però, risultano bianche, non riportano né le firme né i dati dei firmatari;
  • una dichiarazione di 600 psicologi sull’effetto negativo che gli animali nei circhi possono avere sui bambini: di questi 600 professionisti non risulta alcuna informazione, essendo riportati solo i nomi di dieci psicologi. Nessuna psicologa si è mai presentata in un circo per valutare l’effetto che ha la visione di uno spettacolo circense su un bambino.

Vengono inoltre elencate diverse nazioni nelle quali è stato proibito il circo con animali: è utile precisare che in queste nazioni è sempre esistito un numero molto ridotto di circhi o addirittura questi non sono mai esistiti (l’isola di Malta e la Grecia non hanno mai avuto un circo nazionale), quindi nessun imprenditore o animale ne è stato danneggiato. Lo Stato maggiormente danneggiato da questa ideologia è il Messico, dove la legge è entrata in vigore e di conseguenza è morto l’80% degli animali allontanati dai circhi. Il 20% degli animali sopravvissuti è stato riportato ai legittimi proprietari e la legge è stata abrogata.

Nel documento che ci è stato inviato dal Messico è ben evidente la situazione tragica della fine che hanno fatto gli animali e i loro keeper. È un documento da leggere attentamente, perché rispecchia ciò che spetterebbe all’Italia con provvedimenti simili.

 

Viene fornita anche una lista delle condanne per maltrattamenti nei circhi, ma non viene fatto riferimento alcuno ai casi in cui i circensi hanno vinto il processo.

Vorremmo precisare che alcune associazioni animaliste sono le prime a maltrattare e a sfruttare gli animali: canili lager, uccisione in massa di animali, soldi destinati agli animali usati per scopi personali… Basta navigare in internet per trovare immagini sconfortanti e prove tangibili.

Il documento si permette di affrontare anche argomentazioni la cui competenza non è di certo all’altezza di un’associazione animalista.

Viene sottolineato il fatto che i circhi lavorano meno, che gli animali costano tanto, così come l’impiego di personale, e che dai dati SIAE (che le associazioni vorrebbero deviare a loro favore) non sia spiegabile come i circhi possano mantenersi.

Mentre un recente sondaggio realizzato da Enci riporta tutto il contrario.

È interessante notare che la LAV ha cercato di conoscere l’effettivo numero di animali presenti nei circhi, ma, ad oggi, ha potuto fare solo una valutazione ipotetica, anche perché, per motivi di privacy, i detentori di animali esotici devono comunicare il loro possesso solo alle autorità competenti (ASL, Corpo Forestale).

La stessa LAV si rende conto che la categoria dei circensi, qualora si trovasse senza animali, sarebbe in grosse difficoltà economiche: viene quindi presentata una proposta su un eventuale ricollocamento degli stessi circensi e del personale del settore, per cui vengono fatte una serie di proposte\progetti per “ricollocare” gli addestratori mettendo loro a disposizione delle scuole d’arte circense per la formazione artistica.

Inoltre è importante sottolineare come da una parte la LAV sostenga l’eliminazione dei finanziamenti ai circhi, mentre dall’altra proponga finanziamenti per ricollocare i lavoratori dei circhi e per sostenere i centri di recupero per gli animali dismessi. La domanda sorge spontanea: dov’è il risparmio economico?

Ampio spazio viene anche dedicato alle normative che regolano le attività circensi detentrici di animali (convenzione di Washington, CITES) come se i circhi non ne fossero a conoscenza e non rispettassero le normative nazionali ed europee, o come se le autorità predisposte (Carabinieri, Corpo Forestale, Asl e tutti gli altri veterinari professionisti) si fossero comportati fino ad ora da incompetenti.

Chiediamo al Governo di valutare con molta attenzione e di tener conto di che fine hanno fatto fino ad ora gli animali allontanati dai circhi, non sottovalutando la forte simbiosi che si crea tra uomo e animale.

Per quanto riguarda le persone che propongono circhi senza animali, nominando di continuo il Cirque du Soleil, teniamo a precisare che questo circo si trova in grandi difficoltà economiche, e che all’EXPO di Milano ha dovuto “togliere le tende” con un mese d’anticipo per mancanza di pubblico. Come se non bastasse, per la sua presenza gli organizzatori dell’evento hanno sborsato 190.000 euro e nel 2013 sono stati licenziati per crisi 400 artisti.

In Italia è presente un circo che si esibisce senza animali, il circo Medini, i cui componenti, addirittura, per mancanza di pubblico, sono stati costretti a rivolgersi alla Caritas.

Psicologia e pedagogia nel circo tradizionale

 Lav e altre associazioni asseriscono che in base a studi fatti da almeno 600 psicologi e pedagoghi il Circo con animali sarebbe nocivo e diseducativo per i bambini.

Degli oltre 600 psicologi chiamati in causa ne risultano molto meno. Una di queste è stata rintracciata telefonicamente, ma ha riferito di non ricordarsi di aver firmato qualcosa sull’argomento, ha anzi aggiunto che le sarebbe piaciuto intervenire in qualche spettacolo proprio per studiare cosa significa il circo per i bambini in campo pedagogico.

Le affermazioni della LAV sono, dunque, sempre basate sul pensiero e non su prove scientifiche.

Di contro c’è invece uno studio condotto dalla dott.ssa Maria Antonietta Ruggiero che è stata sul campo e ha approfondito la materia in modo scientifico.

Il circo ha sempre avuto un impatto positivo su bambini e adulti, offrendo con frequenza spettacoli gratuiti per disabili. Stupefacenti sono stati i miglioramenti riscontrati nei bambini autistici. Anche la sofferenza psicologica dovuta a traumi interni alla famiglia si è mitigata (o addirittura annullata) con l’arrivo del Circo. Tutti gli spettacoli svolti in presenza di bambini orfani oppure sordomuti hanno sempre apportato miglioramenti nei soggetti.

Al contrario ci sembra più traumatizzante ascoltare storie come quelle proposte dalla LAV nella sua proposta didattica: la storia di Tobia, per esempio (http://www.manuamano.com/circo_cipolla.pdf), in cui si propone una visione distorta della realtà, dove gli ippopotami portano il tutù e per farli alzar sulle zampe vengono gettati ai loro piedi chiodi appuntiti, oppure dove la foca viene picchiata col pesce surgelato per farsi ubbidire.

È in questo caso che si danneggia il bambino, facendogli perdere la simbiosi uomo animale che, invece, dovrebbe crearsi.

Da sottolineare il fatto che il circo italiano si è sempre adoperato in caso di calamità naturale mettendo a disposizione tendoni e quant’altro potesse servire.

La grande propaganda “animalata” ha superato ogni limite di sopportazione boicottando gli spettacoli, calunniando i circensi, gli allevatori e i commercianti, offendendo gli stessi e il pubblico che voleva assistere agli spettacoli (augurando perfino la morte dei circensi e dei loro figli), danneggiando mezzi e strutture dei circhi, liberando animali la cui fine è ben nota, facendo un’immensa propaganda discriminatoria e diffamatoria, utilizzando materiale manomesso o falso, proveniente da realtà asiatiche (dove è ben noto anche il sistema violento e crudele per insegnare l’arte circense ai bambini).

Chiediamo, per il benessere dei nostri animali, la stessa procedura che è stata applicata nel Regno Unito e che il benessere degli animali venga valutato esclusivamente da veterinari, etologi, ricercatori professionisti e competenti, non dalle associazioni animaliste che non hanno alcuna competenza o specializzazione nel benessere degli animali del circo, ma soltanto grossi interessi.

Chiediamo inoltre che i Comuni rispettino la legge (cosa che non è stata fatta per ben 50 anni), forniscano gli spazi idonei per i nostri animali e prendano in considerazione i diritti di chi vive nei circhi, in quanto, se passerà la legge, l’intera categoria sarà costretta ad esiliare verso le nazioni dove non vige la dittatura “animalata”.

La nostra sfortuna è di non essere un’etnia, ma solo una semplice categoria di lavoratori riconosciuta dallo Stato e dall’UNESCO. Tutta la categoria è pronta anche a procedere con la disobbedienza civile e a rivolgersi al Parlamento Europeo.

Vorremmo evidenziare che questo accanimento nei confronti della nostra categoria va contro i diritti dell’uomo, impedendo il diritto al lavoro (l’Italia non è forse una Repubblica fondata sul Lavoro?) e discriminando una minoranza. Anche numerosi Pontefici, come San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco hanno sempre nominato e definito il Circo come “portatore di gioia”, benedicendolo e benedicendo i nostri animali che sono parte integrante delle nostre famiglie.

È evidente che ci sono troppi personaggi che, senza aver effettuato ricerche sul campo, senza aver appurato direttamente le fonti, manipolando le prove del benessere animale nei circhi, stanno per affondare solo a scopo di lucro un mondo fantastico come quello del circense, patrimonio dell’Unesco e portatore di felicità, luogo in cui animale e uomo si trovano in perfetta simbiosi.

Per quanto riguarda le fonti utilizzate da FNOVI e LAV per il DDL 2287-BIS, vorremmo fare alcune precisazioni. Come potrete notare, le citazioni scientifiche per dimostrare il non benessere degli animali nei circhi non sono state effettuate nei circhi (ma addirittura sui topi).

Quelle fatte nei circhi sono state manomesse a proprio favore. Gli scienziati che hanno effettivamente condotto delle ricerche sul campo si sono espressi chiaramente, affermando che non ci sono elementi per dichiarare il non benessere degli animali nei circhi e che l’allontanamento degli stessi sarebbe solo una crudeltà.

Chiediamo che per il benessere dei nostri animali venga applicata la stessa procedura utilizzata nel Regno Unito e che lo stato di salute degli animali venga valutato esclusivamente da una commissione formata da veterinari, etologi e ricercatori professionisti competenti, affinché l’unico interesse sia davvero il benessere degli animali all’interno dei circhi.

Non accettiamo che la salute degli animali sia valutata da associazioni animaliste prive di competenza, specializzazione o esperienza in ambito di animali esotici del circo.

Inoltre, dato che viene messo in dubbio lo stato di salute degli animali nei circhi, chiediamo che la stessa commissione valuti anche la qualità della vita degli animali presenti nel CRASE e nel CRAS. Nel caso in cui venissero trovati animali in cattive condizioni e in forte stato di stress, questi dovranno essere trasferiti in posti consigliati dagli esperti della commissione, in modo che possano essere seguiti nel migliore dei modi e senza caricare lo stato italiano di ulteriori spese.

Bibliografia degli studi citati

  • Agoramoorthy G. and M. Hsu, 2005. “Use of non human primates in entertainment in Southeast Asia”. Journal of Applied Animal Welfare Science, vol. 8, no. 2, pp. 141-149. Viene analizzato il problema dell’utilizzo dei primati negli zoo, nei parchi e nei resort del sud-est asiatico. Viene sottolineato il fatto della tutela degli animali. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Belayev 1979- “destabilizing selection as a favore in domestication” the journal of heredity, col.70, Po.301-308
    Parla dell’evoluzione degli animali addomesticati nei millenni, come si differenziano da quello selvatici. Studio su volpi. Analisi del cambiamento genetico, comportamentale e a livello cerebrale. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Carlstead, k. & Brown, J.L.2005.” relationship between pattern of fecal corticoid excretion and behaviour, reproduction and environmental factors in captive black (diverso bicornis) and white (ceratotherium simum) rhinoceros” .in:zoo biology 24, s. 215-232- Studio su rinoceronti bianchi e nero in cattività, studio dello stress sociale , cronico. Studi fatti in zoo RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Cirulli F., N. Francia, L. Aloe, E. Alleva and S.Suomi, “Early lifestress as a risk factor for mental health: role of neurotrophins from rodent to non-human primates,” Neuroscience and Behavioural Review, vol. 33, pp. 573-585, 2009. Nell’articolo vengono spiegati i risultati conseguenti ad esperimenti su RODITORI e primati non umani, al fine di spegare il ruolo delle neurotrofine nella salute mentale degli umani (depressione, ansia, etc.) RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Clubb R., and G. Mason, 2003. “Captivity effect on wide-ranging carnivores,” Narure, vol.425, pp.473-474. Parla di animali abituati ad avere in natura grandi spazi, che in cattività possono stare male. Importante è costruire grandi spazi. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • De Rouk, M., A. Kitchener, G. Law and M. Nelissen, 2005. “A comparative studi of the influence of social holding conditions in the behaviour of captive tigers panthera tigris).”Animal welfare, col. 14, pp.229-238-vengono studiate tigri di zoo. Dal loro comportamento viene sedotto che è meglio tenere le tigri accoppiate piuttosto che sole.RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Demblec D., R. Snider and A. Zanella, 2004. “The effects of transport stress on tiger physiology and behaviour” Zoo Biology, vol3, pp.335-346- viene simulata una situazione di trasporto in uno zio, mettendo 5 tigri (delle quali solo due avevano viaggiato in precedenza) in 5 gabbie da viaggio, e lasciandocele per 30 minuti. Viene poi misurato lo stress tramite l’analisi del corto solo e della temperatura corporea. Lo studio conclude suggerendo che è bene abituare gli animali ai viaggi prima di farglieli affrontare.
    RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Dettling A., J. Feldon and C. Pryce, 2002. “Early deprivation and behavioural and physiological responses to social separation/novelty in marmosets,” Pharmacology Biochemistry and Behaviour, vol.73, no.1, pp.259-269. Studio effettuato su roditori e primati non umani(marmosets). Effetti neurocomportamentali conseguenti alla separazione di ratti dalla madre alla nascita. NON PARLA DI CIRCHI
  • Elledge A., L.P. Leung, L. Allen, K. Firestone and A. Wilton, 2006- “Assessing the taxonomic status of dingoes Canis familiaris dingo for conservation”, Mammal Review, vol.36, no2, pp.142-156. Viene detto che la specie Dingo è in pericolo a causa di incroci con cani domestici. Viene indicato un metodo per stimare la quantità di incroci (non purezza) presenti nel dingo… RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Freund N., B. Thompson, J. Denormandie, K. Vaccaro and S. Andersen, 2013. “Windows of vulnerability: maternal separation, age and fluoxetine on adolescent depressive-like behavior in rats,” Neuroscience, vol. 249, pp. 88.97. Gli eventi stressogeni della vita giocano un ruolo significativo negli adolescenti depressi. Studio effettuato separando giovani topi dalla madre. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Friend T., and M. Parker, 1999. “The effect of penning versus picketing on stereotypic behavior of circus elephants”, Applied Animal Behavior Science, vol. 64. Pp. 213-225 Studio fatto su elefanti dei circhi. Viene notato che gli elefanti non hanno comportamento stereotipato se vengono tenuti nei recinti, oppure prima e durante lo spettacolo.
  • Grandin T., 1997. “Assessment of stress during handling and transport,” journal of Animal Science, vol.75, pp. 249-257. Viene detto che la paura è un fattore di stress molto forte.
    Fattori stressogeni possono essere il contatto con la gente, i rumori, etc. Viene stimolata l’amigdala con un elettrodo per stabilire quanto aumenta la paura. Studio eseguito sul bestiame. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Grubert T.M., Friend T., Gardner J. M. Packard J. M., Beaver B., & Bushong D. 2000. “Variation in stereotypic behaviour elated to restrain in circus elephants”. Zoo Biology 19:
    S. 209-221, Nello studio viene analizzato il comportamento degli elefanti dei circhi.
  • Harris S., G. Iossa, and C. Soulsbury, 2006. “A review of the welfare of wild animals in circuses”. Report submitted to the circus working group. Review di studi di altri autori eseguiti in laboratori, in fattorie, in zoo. Gli unici studi presenti nella review eseguiti realmente nei circhi da T. Friend e M.K.Worthington NON ESPRIMONO PARERE NEGATIVO al circo con animali. Nessuno studio fatto dagli autori Harris S., G. Iossa, and C. Soulsbury direttamente.
  • Hossey G., 2000. “Zoo animals and their human audiences. What is the visitor effect?” Animal welfare, vol. 9, pp. 343-357. Studio eseguito in zoo. Viene detto che per qualche animale la presenza di uomini può essere stressante, ma non per tutti. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Howard S., R. Gandelman and C. Rosenthal, 1981. “Isolation potentiates the aggression- activating property of testosterone in female mice,” Physiology & Behavior, vol.26, pp. 971-972-Studio su topi di laboratorio. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Iossa G., C. Soulsbury and S: Harris, 2009. “Are wild animals suited to a travelling circus life?” Animal Welfare, vol. 18, pp. 129-140. Re-make del lavoro degli stessi autori del 2006. È una review, per cui non è un lavoro scientifico, di studi di altri autori.
  • Kiley-Worthington M., 1989. “Animalsin Circuses,” RSPCA Horsham, UK. Lavoro eseguito nei circhi dal quale l’autrice evince che non ci sono sufficienti motivazioni per toglier gli animali dai circhi
  • Kiley-Worthington M., 1990, “Animals in zoos and circuses: Chiron’s world?” little Eco- Farms Publishing, Essex, UK. Lavoro eseguito in circhi. Nello studio l’autrice dice che non ci sono motivi per togliere gli animali dai circhi
  • Krawcel P., T.Friend and A. Windom, 2005. “Stereotypic behaviour of circus tigers. Effects of performance”, Applied animal Behaviour Science, vol.43, pp. 187-196. Studio effettuato nei circhi. Viene studiato il pacing delle tigri, che sembrano più “agitate” prima dello spettacolo. Il numero di spettacoli è ininfluente.
  • Kuenzel C., S. Kaiser, E. Meier and N. Sachser, 2003. “Is a wild mammal kept and reared in captivity still a wild animal?” hormones and behaviour, vol.43, pp. 187-196. Studio fatto su suini domestici dell’india e cavie selvatiche. Il cortisolo non cambia ma sono molto meno aggressivi. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI.
  • Kuntze A. 1989. “Work- related illness: Hernia perianalis. Bursitis praepatellaris and Tyloma olecrani in female circus elephants (Elephas maximums),”Erkrankungen der Zootiere, vol. 31, pp. 185-187. Studio fatto su tre elefanti di circo con problemi inerenti il lavoro. Viene descritta la patologia, la cura e consigliato il riposo, Non parla male del circo Latham
  • N. and G. Mason, 2008. “Maternal deprivation and the development of stereotypic behaviour”, Applied Animal Behaviour Science, vol. no 1-2, pp. 84-108 – Studio che analizza le conseguenze della separazione precoce dalla madre. Studio fatto su animali di zoo, laboratorio, analisi dio dati di bambini separati dai genitori precocemente..studio RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI.
  • McEwen B. 2007 “Physiology and neurobiology of stress and adaptation: central role of the brain” Physiology Reviews, vol. 87, pp. 873-904 – Parla di studi eseguiti sul cervello degli uomini dopo che hanno subito uno stress. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Montes I., G. Mc Laren, D. Macdonald and R. Mian, 2004.”The effect of transport stress on neutrophil activation in wild badgers (Meles meles)”, Animal Welfare, vol. 13., pp.355- 359 – Studio eseguito su tassi selvatici. Dopo averli prelevati in natura, vengono trasportati in laboratorio e analizzati. Le analisi evidenziano che il trasporto ha causato stress.
    RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Morgan K. And C. Tromborg, ”Sources of stress in captivity”, Applied Animale Behaviour Science, vol. 102, pp. 262- 302. Vengono analizzati i fattori di stress per gli animali in cattività, quali luci, rumori, odori, persone, ect. Lavoro preso ad esempio da C.G. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Munson L., J. Koehler, J. Wilkinson and R. Miller, 1998.” Vesicular and ulcerative dermatopathy resembling superficial necrolytic dermatitis, in captive blak rhinoceroses (diceros bicornis),” Veterinary Phatology, vol.35, pp. 31-42. Studi su rinoceronti di zoo. Lo stress causato da viaggi, parto, estro, rivalità, può aumentare la probabilità che compiano dermatiti con vescicole. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Nevill C. and T. Friend, 2006. “ A preliminary study on the effects of limited access to an exercise pen on steretypicpacing in circus tigers”, Applied Animal Behaviour Science, vol.40, n. 3-4,pp. 285-296. Vengono studiate sei tigri di due circhi. Viene valutato il pacing in base alla quantità di esercizio svolto o in base alla mancanza di esercizio. Viene constatato che le tigri hanno bisogno di almeno 40 minuti di esercizio quotidiano al di fuori dell’addestramento e dell’esibizione.
    Pedersen V., 1994 “Long term effects of different handling procedures on behavioural,physiological, and reproduction-related parameters in the silver fox – studio eseguito su 51 volpi, e viene analizzato il comportamento in base al contatto con l’uomo, nei cuccioli e negli adulti… RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI.
  • Pedersen V and L. Jeppesen, 1999, “Effects of early handling on later behaviour and stress responses in the siver fox (vulpes vulpes),” Applied Animal Behaviour Science, vol. 26, pp. 383-393. Vengono studiate 32 volpi e si analizza il loro comportamento se cresciuti dall’uomo in un periodo che va dalle due settimane di vita ai sei mesi. I dati vengono paragonati con i cuccioli selvatici… RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Price E., 1984. “Behavioural aspects of animal domestication”, Quarterly Review of Biology, vol.59, pp. 1-32- Price E. 1999. “Behavioural development in animals undergoing domestication”, Applied Animal Science, vol. 65, n3, pp. 245-271. Price E., and T. Stoinski, 2007. “Group size: determinants in the wild and implications for the captive housing of wild mammals in zoos”. Applied Animals Behviour Science, vol. 103, n 3-4, pp.
    255. -264: studi fatti sui cambiamenti genetici, comportamentali, fisici, in seguito al processo di domesticamento RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Reimers M., F. Schwarzenberger and S. Preuschoft, 2007. “Rehabilitation of research chimpanzees: stress and coping after long term isolation”, Hormones and Behaviour, vol. 51, no. 3, pp. 428-235. Studio fatto su scimpanzé isolati in laboratorio per tanto tempo e poi rimessi in società. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • Ricker J., L. Skoog and J. Hirsch, 1987. “Domestication and behaviour- genetic analysis of captive population” Applied Animal Behaviour Science, vol. 18, pp. 91-103. Studio relativo ai cambiamenti genetici degli animali domestici RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI
  • T.A.E.R. Project 2008, “Circus position statement”
    Toscano M., T. Friend and C. Nevill, 2001. “Environmental conditions and body temperature of circus elephants transported during relatively high and low temperature conditions”, Journal of Elephant Managers Association, vol. 12, pp. 115-149. Studio fatto su elefanti di circo durante trasporto in condizioni di temperatura diverse (freddo e caldo). Gli elefanti dagli studi, non dimostrano di aver sofferto a causa condizioni climatiche.
    Trut L. 1999. “Early canid domestication: the farm-fox experiment”, American Scientist, vol. 87, pp. 160-169- vengono studiate volpi che vengono fatte riprodurre per renderle domestiche. Gli animali nel giro di 40 anni dimostrano trasformazioni importanti che suggeriscono un ruolo comune tra comportamento, genetica e sviluppo. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI.
  • Warwick C., 1990- “Reptilian ethology in captivity: observations of some problems and avaluation of their aethiology”, Applied Animal Behaviour Science, vol. 26, pp. 1-13. Studio fatto su più di 4000 rettili in cattività per studiare cambiamenti comportamentali condizionati dall’ambiente o da altro. RICERCHE NON EFFETTUATE NEI CIRCHI

159total visits,4visits today

Return to top of page